Wikileaks, secondo Julian Assange la privacy di tutti è a forte rischio!

Julian Assange è il fondatore di WikiLeaks, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve, in modo anonimo attraverso un sistema cifrato e altamente tecnologico, documenti riservati spesso coperti da segreto di Stato, militare, industriale e/o bancario e poi li carica, sul proprio sito web, dopo aver verificato la fonte e l’autorevolezza delle indiscrezioni ricevute evitando così la divulgazione di fake news (link).

Essendo un ente non governativo, non soggetto alla giurisdizione di nessuno “stato di diritto” e avendo i propri server di backup sparsi ovunque sul pianeta, poter rintracciare e bloccare i contenuti pubblicati nei suoi archivi e pressoché impossibile.

Per questa ragione WikiLeaks viene vista come una fonte giornalistica indipendente e particolarmente autorevole, tuttavia, poichè i contenuti pubblicati sono riportati in forma del tutto trasparente, molto spesso le informazioni riportate nei suoi articoli possono creare non pochi “grattacapi” ai governi di mezzo mondo (link).

Infatti non essendoci omissis (cioè oscuramenti) spesso WikiLeaks ha riportato informazioni particolarmente sensibili come nominativi di diversi agenti sotto copertura, il che ha messo a serio rischio la loro posizione nonchè i fragili equilibri politici tra i vari paesi, anche di quelli considerati “amici” o “alleati“.

Per questa ragione, ma anche per le centinaia di accuse di violazioni della segretezza nazionale di diversi stati (USA in testa) WikiLeaks è vista non come una testata investigativa libera ma come un possibile strumento di “ricatto politico” nelle mani di non si sa bene chi (Governo cinese o russo?).

Grazie al suo operato diverse azioni poco etiche dei governi di mezzo mondo sono state portate alla luce come la gestione del Campo di prigionia di Guantánamo, da sempre base americana nel territorio di Cuba, dove dal 2001 sono rinchiusi i prigionieri talebani delle guerra in Afganistan.

Oppure lo scandalo denominato Panama Papers con cui vennero resi pubblici i registri di 214.000 società offshore, includendo le identità degli azionisti e dei manager tra cui figuravano, oltre ai soliti ricchi, anche funzionari pubblici e di governo, assieme ai loro parenti, collaboratori o prestanomi.

Nel 2017 addirittura vennero caricati una serie di dati relativi alla “cyber security” che spiegano dettagliatamente come software spia siano in grado di infettare dispositivi mobile (iOS e Android) nonché anche terminali desktop di casa Apple e Microsoft, capaci di trafugare, all’insaputa dei proprietari o degli antivirus su essi installati qualsiasi documento presente o collegato al loro hard disk (link).

Per tutte queste ragione Wikileaks è fortemente osteggiata ed il suo fondatore, Julian Assange, è stato costretto dal 2010 a rifugiarsi nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per evitare di essere estradato prima in Svezia e poi negli Stati Uniti d’America per rispondere, davanti alla giustizia, di diversi capi d’accusa tra cui: violenza sessuale, violazione di domicilio e attentato alla sicurezza nazionale.

Sui server di WikiLeaks e in centinaia di hosting sparsi in tutti i continenti sono conservati documenti pronti a far “cadere” qualsiasi governo (a detta dei suoi autori) qualora dovesse succedere qualche “strana disgrazia” ai membri fondatori di WikiLeaks.

Tele documento, chiamato insurance.aes256, sarebbe cifrato con una chiave a 256 bit la più efficace al mondo, la stessa utilizzata per i codici di lancio nucleari, e pronto ad essere rilasciato (in caso di necessità) come strumento di pressione politica da quando il governo britannico ha arrestato Julian Assange, non più protetto dall’immunità diplomatica dell’Ecuador.

Insomma qualsiasi sia l’informazione di insurance.aes256 possiamo essere certi che tutta la nostra privacy è stata sempre nelle mani di qualcun altro, nascosta chissà dove (link) e alla mercé di chiunque, del resto l’unico sistema informatico sicuro è un sistema spento!