Telegram guadagna nuovi utenti ogni volta che WhatsApp è down!

Tutti gli utenti in possesso di uno smartphone utilizzano almeno un’app di messaggistica istantanea (link), gli stessi operatori telefonici cercano di offrirci sempre più Gb piuttosto che tariffe con SMS (anche illimitati) e questo perchè la comunicazione si è spostata prevalentemente solo su voip (per le chiamate) e pacchetti digitali (per la condivisione di dati).

Una delle app più installate e che sicuramente ognuno di noi ha sul proprio smartphone è WhatsApp (link). La società, controllata da Facebook Inc, è il principale strumento di messaggistica in Europa ed insieme a Messenger (sempre di Facebook Inc) tra i più utilizzati nel continente americano e australiano.

In Cina, per via del controllo del governo locale, è WeChat a dettare legge ma la conquista del mercato asiatico (link) è sempre complicata per le aziende occidentali. Tuttavia negli ultimi 4/5 anni una realtà russa è saltata agli onori della cronaca e stiamo parlando di Telegram.

Telegram infatti è un’app di messaggistica istantanea fondata dall’imprenditore russo Pavel Durov, che fa della privacy e delle molteplici funzionalità il suo fiore all’occhiello. Infatti anche se nata all’ombra del Cremlino (link) Telegram è da sempre contraria a qualsivoglia controllo governativo ragion per cui, pur essendo russa come app, non può operare legalmente in patria ma solo tramite VPN.

Questo perchè negli anni non ha mai voluto condividere con le autorità governative i dati sensibili dei propri utenti ed è stata la prima app di messaggistica ad eseguire una cifratura delle comunicazioni per impedire che terzi soggetti potessero captare le conversazioni.

La funziona iniziale e basilare di Telegram è legata allo scambio di messaggi ma con il tempo il servizio si è allargato e sviluppato in maniera esponenziale tanto che l’app è diventata un vero e proprio social.

Infatti su Telegram è possibile inviarsi messaggi tra utenti sia in chat singole che in gruppi (sia pubblici che privati) proprio come WhatsApp ma a differenza del suo competitor americano su Telegram è possibile creare dei “canali” che gli utenti possono seguire in base a degli interessi, hashtag oppure “canali social” senza limitazioni in termini di pacchetti dati (Mb o Gb) poichè nulla rimane materialmente sul terminale dell’utente ma fluttua sui server online dell’app.

Altri elemento che balza subito agli occhi è che ogni volta che WhatsApp è colpito da un down dei server (cioè impossibilità di utilizzare l’app per scambiare i messaggi) Telegram guadagna milioni di utenti i quali, una volta scaricata l’app, tendono a non cancellarla più ma addirittura ad utilizzarla come principale mezzo per l’invio di messaggi o aggiornamenti social.

A questo punto la domanda è logica, perchè se Telegram ha funzioni molto più avanzate, intuitive e funzionali di WhatsApp a differenza di quest’ultima non è ancora popolare tra gli utenti? Semplice al momento l’app di Zuckerberg è più conosciuta e di conseguenza gli utenti meno esperti tenderanno sempre a scaricare l’app più utilizzata dai loro amici piuttosto che una novità.

Ma state certi Telegram aumenterà ancora di più il bacino dei suoi utenti e diventerà il sistema n1, o quanto meno il più utilizzato come prima scelta, proprio per la sua facilità di utilizzo e funzionalità che giorno dopo giorno conquistano chi la prova.