E se la Cina dovesse fermare la produzione mondiale?

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La Cina è la fabbrica del mondo, infatti al 100% tutti quanti noi portiamo addosso almeno un prodotto (scarpe, jeans, maglietta o smartphone) realizzato dal gigante asiatico (link).

Ma cosa succederebbe se la Cina, per una “ragione x” qualsiasi, dovesse fermare la produzione mondiale? E’ notizia di questi giorni che il coronavirus sta paralizzando quasi ogni attività del paese, poichè le autorità cinesi, per limitare al massimo la possibilità di contagio, sta imponendo (anche con la forza) la quarantena ai propri cittadini.

Molte fabbriche (es. Foxconn) e i mega centri commerciali sono chiusi al pubblico proprio per evitare il possibile contagio.

Infatti il coronavirus (a discapito dell’isteria dilagante che c’è in giro) si trasmette, come indicato dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) come qualsiasi altra infezioni polmonare, cioè con il contatto diretto e/o intimo (es. scambio di saliva) con un soggetto contagiato.

Mangiare in un ristorante cinese, ordinare prodotti su AliExpress (link) o parlare con un contagiato non è sufficiente per la trasmissione, serve un contatto più diretto.

Non a caso la stragrande maggioranza delle persone colpite dal coronavirus sono soggetti dello stesso nucleo familiare (poichè abitano insieme) o colleghi di lavoro (che passano quindi gran parte della giornata a stretto contatto tra loro).

Come spiegato dallo YouTuberFerry“, in un suo recente video, essendo la Cina la fabbrica del mondo questo blocco alla produzione “imposto” per “causa di forza maggiore” oltre ad una diminuzione del PIL del paese (ricchezza prodotta) porterebbe a ritardi nella consegna di oggetti tecnologici (come pc, smartphone etc etc) e non.

Per adesso i corridoi sanitari imposti da tutti i paese ONU stanno funzionando, infatti i casi di coronavirus fuori dalla Cina sono limitati rispetto al possibile contagio. Gli stessi pazienti, negli ospedali cinesi, vengono man mano curati e dimessi tornando così ad una vita normalissima.

I casi di morti per coronavirus sono per lo più pazienti anziani con una cartella clinica già compromessa per cui, seppur il contagio è molto diffuso, la mortalità è al di sotto delle statistiche del caso, percià: NIENTE ALLARMISMI.

Il danno infatti, più che in vittime umane, potrebbe essere di tipo economico visto che al momento le stime indicano una diminuzione della domanda cinese intorno al 20% del petrolio mondiale ed un ritardo nella produzione di 30/40 giorni.

Tali ragioni hanno spinto diverse aziende Tech cinesi come Lenovo, Huawei, ZTE ma anche coreane come LG a disertare la fiera del Mobile World Congress di Barcellona (MWC) poichè in ritardo con la produzione e con la commercializzazione dei loro ultimi prodotti tecnologici.

Tuttavia la difficoltà maggiore, come indicato da un comunicato di LG, sta nella concessione dei “visti di soggiorno” da parte delle autorità europee per i dipendenti cinesi delle compagnia.

Infatti, per motivi sanitari, i governi stanno limitando il più possibile i voli “da & per” la Cina in maniera tale da contenere un’eventuale “canale di contagio” difficile da controllare come quello “turistico“.