Come sopravvivere quando tutti i social network sono down?

Vivere, anche solo 1h, senza controllare il nostro Social Network preferito sembra impossibile al giorno d’oggi (link), ma il mondo virtuale si sta trasformando da un passatempo per adolescenti in una estensione della nostra realtà quotidiana.

Oramai i social non sono più solo un luogo di intrattenimento a tempo perso ma si stanno trasformando in canali con cui divulgare informazioni, vere o fake che siano (link) e hanno trovato nelle attività di social marketing la loro consacrazione.

La gran parte delle pubblicità infatti è veicolata attraverso il web attraverso piattaforme come Facebook, Instagram o YouTube. La semplice condivisione di una foto o di un video diventa quindi elemento essenziale per il proseguire delle nostre attività, tanto per i creatori di contenuti (aziende)  quanto per i semplici fruitori (utenti).

Per tutti questi motivi, i continui e ripetuti blackout social, cioè periodi in cui eseguire l’accesso al propri profili è impossibile a causa di “down” di sistema,  mettono sempre a dura prova il normale svolgersi delle vite di milioni di utenti. Ritrovarsi senza la possibilità di poter pubblicare un contenuto, infatti, rende l’utilizzo dei Social assolutamente inutile.

Pensate quindi al danno che subisce un’azienda che basa il proprio business plan su Facebook e che magari ha pagato una sponsorizzazione a tempo che non produce gli effetti desiderati. O pensate semplicemente a cosa succederebbe se un’azione naturale e abituale, come guardare una story su Instagram, all’improvviso fosse negata o non disponibile, il “danno” per chi lavora con i social (link) sarebbe rilevante.

Ancora di più, pensate al disagio che potrebbe subire chi usa per lavoro un app di messaggistica come Whatsapp che per colpa di un bug che ne impedisce il funzionamento per un paio d’ore, non potrebbe dialogare coi propri clienti… sarebbe l’apocalisse!

Molto spesso questi “down“, come quello di Giugno e Luglio 2019 avvenuti su Facebook, Instagram e Whatsapp, sono dovuti ad aggiornamenti o manutenzioni (più o meno) programmate, ma non è da escludere azioni di disturbo tra governi (link) oppure azioni dimostrative di gruppi di hacker.

Non si possono prevedere certe problematiche e, quando il web è down, l’unica soluzione è attendere che il problema venga risolto o l’aggiornamento completato (spesso ci vuole solo qualche ora, al più una giornata).

Non dimentichiamoci però che, più siamo schiavi di un servizio e più sarà difficile farne a meno in caso di necessità. Pensate a Telegram (link) un’app di messaggistica simile a Whatsapp ma con funzioni aggiuntive che lo rendono un vero e proprio “social network alternativo” in grado di funzionare anche quando gli altri sono irraggiungibili.

Ogni qualvolta Whatsapp risulta irraggiungibile, Telegram guadagna migliaia di nuovi utenti che necessitano di un’app di messaggistica valida e al tempo stesso su cui contare nel momento del bisogno.

Situazione simile quando Facebook & Instagram risultano irraggiungibili, in quel caso è TikTok (link) ad intrattenere gli utenti e quindi portare a casa nuovi contratti pubblicitari, del resto le aziende si spostano dove il pubblico di riferimento è più presente: nel mondo del “marketing & comunicazione” la giostra non può correre il rischio di fermarsi, per nessun motivo.

Insomma, qualsiasi sia il nostro social network preferito è sempre possibile che per una ragione “x” il servizio possa essere irraggiungibile ma in ogni caso ci sarà sicuramente una sua “versione alternativa“, magari meno conosciuta ma più stabile, pronta ad accoglierci per qualche ora di intrattenimento obbligato.