Obsolescenza programmata – Quando il nuovo diventa già vecchio!

Ormai la tecnologia, soprattutto da un punto di vista commerciale, ha una vita breve. Non si fa in tempo ad acquistare uno smartphone, una smart TV, un PC o un Tablet che dopo pochi mesi ne troviamo in commercio il modello successivo. Ma questi nuovi aggeggi tecnologici hanno davvero queste grandi migliorie che giustifichino il passaggio al nuovo modello?

In realtà non sempre. A volte è inutile cambiare dopo appena uno o due anni (nel caso di telefoni) o dopo cinque o sei (nel caso di oggetti più duraturi). Solo che spesso le aziende ci costringono a farlo.

Si chiama obsolescenza programmata e vuol dire che molti prodotti tecnologici nascono per divenire già vecchi dopo poco tempo per spingere utenti ed utilizzatori a comprarne di nuovi. Questa prassi, scorretta, tende a spingere le vendite dei beni di consumo che altrimenti avrebbero più difficolta nel posizionarsi sul mercato!

Per rendere obsolescente uno smartphone o un tablet, ad esempio, basta che l’azienda produttrice smetta di aggiornarlo limitando quindi le nuove funzioni software e lasciando il prodotto “indietro”, tanto da impedire all’utilizzatore l’uso di determinate applicazioni che necessitano dell’ultima relase per funzionare.

Oppure, al contrario, si può procedere con aggiornamenti che finiscono per rendere il nostro oggetto smart “un chiodo”, tanto lento da essere quasi inutilizzabile.

Per non parlare poi di quelle volte in cui gli upgrade, nonostante il device abbia un hardware che lo permetta, finiscono per penalizzare il dispositivo piuttosto che migliorarlo, magari andando a colpire l’autonomia o creando bug lì dove tutto era perfetto, come discusso in un articolo precedente (link).

Infine c’è la leggenda metropolitana, che poi tanto leggenda non sembra, che ci spinge a ritenere che ogni oggetto tecnologico contemporaneo sia fatto per funzionare male dopo i due anni, casualmente proprio a fine garanzia obbligatoria del costruttore, per costringere il possessore a ripararlo con una spesa extra o spesso a sceglierne direttamente uno nuovo. Con prezzo nettamente maggiorato, ovviamente.

Ma questa, appunto, è solo una leggenda (?), in quanto non ci sono prove reali di tale atteggiamento delle case produttrici che rischierebbero multe dalle autorità antitrust pesantissime.

Sta di fatto che oramai le aziende sembrano sfruttare sempre di più il trend dell’evoluzione tecnologica per inondare il mercato di nuovi prodotti, spesso identici o quasi ai modelli precedenti, con l’unica ragione di gonfiare i prezzi  introducendo migliorie così lievi da non giustificare un upgrade.