LVMH, il leader mondiale dei prodotti di lusso ha comprato Tiffany

Il mercato dei prodotti di lusso sembra non conoscere mai periodi di flessione, infatti seppur l’economia mondiale può contrarsi o accelerare, il mondo del lusso avrà sempre i suoi (pochi o pochissimi) affezionati che non non rinunceranno mai a fare shopping pur di avere un oggetto del desiderio (non necessario) ma che contraddistingue il loro status sociale.

Ma cosa sono i prodotti di lusso? In genere per “lusso” si intendono tutti quelli oggetti, servizi o “capricci dello shopping” non necessari per il normale svolgersi della nostra vita.

Mentre mangiare e bere sono azioni basilari che ognuno di noi quotidianamente fa, mangiare caviale pregiato o bere champagne d’importazione sono “lussi” che solo una piccola fetta di acquirenti può concedersi.

Ovviamente anche tra i prodotti di lusso c’è una differenziazione, infatti una borsa firmata da 500€ (cifra non poco rilevante) non può essere paragonata ad un vestito su misura creato da una importante “maison di moda” che può arrivare a costare anche 7000€, ma nulla toglie che entrambi gli “oggetti del desiderio” siano riservati solo ad una piccola elite.

Anche il lusso pertanto si divide in categorie, livelli o più semplicemente in prodotti alla semplice portata o meno. Per facilitare la comprensione dell’articolo ci riferiremo ai “prodotti di lusso” come tutti quei beni (materiali o immateriali) che potrebbero essere facilmente sostituiti da altri oggetti ma che rivestono un appeal sociale.

Per esempio un rolex da 10.000€ o un orologio swatch da 50€ svolgono entrambi la stessa funzione, cioè mostrare l’orario, ma ognuno di loro si rivolge ad un cliente finale specifico.

Probabilmente il marchio “LVMH” non vi dirà nulla ma se sapeste quanti brand raccoglie al suo interno capireste subito che la multinazionale francese non ha rivali nel mondo del lusso. Con molta probabilità siete stati, almeno una volta nella vita, nei loro negozi anche per sola curiosità senza nemmeno rendervene conto.

Infatti “LMVH” è proprietaria di oltre settanta marchi diversi che si distinguono per essere tutte delle aziende leader nel mondo dell’alta moda come DiorBulgariDKNYFendiCélineGuerlainGivenchyKenzo Louis Vuitton […], di orologi costosi come TAG Heuer, di vini e liquori pregiati come lo champagne Moët & ChandonVeuve ClicquotHennessy, e di gruppi editoriali come Les Échos e Le Parisien, nonchè azienda madre di store di distribuzione esclusiva come Sephora e Le Bon Marché, ma anche alberghi di lusso come la catena Belmond e partecipazioni in aziende di crociera e linee aeree.

Insomma il gruppo “LVMH” è un vero e proprio sinonimo di ricchezza e fra i tanti brand inglobati negli anni si è aggiunto quello più desiderato. Infatti il “closing” (cioè l’acquisizione completa) della casa di gioielli Tiffany è oramai cosa fatta. Da più di un anno negli ambienti dell’alta finanza si vociferava di un interessamento del gruppo per Tiffany e alla fine così è stato.

Certo, per le “persone comuni“, questa operazione finanziaria non cambierà praticamente nulla ma il dato di fatto (da prendere in considerazione) e che siamo in una fase storica in cui sempre più aziende, già leader nel loro settore, vengono acquisite o si fondono tra loro per incrementare ancora di più il valore di mercato.

In una situazione del genere fa quasi ridere nel parlare o pensare ancora ad aziende familiari di successo circoscritte alla propria nazione. Ormai l’intero mondo è globalizzato pertanto non è da scandalizzarsi se allo stesso “consiglio di amministrazione” siedono referenti americani, cinesi, russi, indiani, arabi o europei.

Stati che, politicamente, spesso e volentieri possono essere in diretta concorrenza tra loro (link) ma che, di fatto, condividono lo stesso “portafoglio” e voglia di primeggiare.