Smartphone Huawei senza Google Mobile Services, funzionano ancora?

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Sono passati orami diversi anni da quando Huawei è sbarcata in Italia ed ha iniziato a farsi conoscere con i suoi smartphone. Era fine 2010 quando, in partnership insieme a Vodafone, iniziò a commercializzare il Huawei IDEOS U8150, primo smartphone della casa cinese pensato per il mercato europeo.

Le tante “diffidenze” furono vinte in meno di 12 mesi, infatti Huawei iniziò a introdurre sempre più dispositivi tech sul mercato nostrano: router, telecamere ip e sensori che, seppur avevano una qualità costruttiva non sempre eccelsa, avevano un rapporto qualità/prezzo altamente competitivo.

Non a casa Huawei è stata la prima azienda al mondo a commercializzare uno smartphone a meno di 99$, un prezzo simbolico e di impatto che l’ha fatta associare subito come realtà emergente su cui puntare.

Molti conoscono la Huawei dei giorni nostri, ma il marchio cinese in patria è sempre stato sinonimo di alta tecnologia e prima di produrre gadget per il mercato consumer si è specializzato nella infrastruttura con la creazione di reti di telecomunicazioni, le stesse che l’attuale Presidente USA Trump ritiene pericolose per la segretezza delle informazioni occidentali.

Non a caso ad Agosto 2019 il governo statunitense ha obbligato centinaia di società americane ad interrompere immediatamente tutti i rapporti commerciali con Huawei, rei di essere in realtà un ramo del governo cinese che sfrutta le sue tecnologie per fini di “intelligence“.

La guerra commerciale dei dazi (link) è solo la punta dell’iceberg, in realtà ci sono interessi ben più consistenti e per questa ragione tutti i terminali Huawei da Agosto in poi immessi sul mercato non possono più essere certificati con i Servizi Google e quindi entrare in contatto con un ecosistema che tutti quanti noi (Gmail, YouTube, Play Store, notifiche push) utilizziamo quotidianamente forse senza nemmeno rendercene conto.

Uno scontro aperto tra Huawei e Google è al momento impensabile, troppi interessi economici e logistici potrebbero crollare e ciò non conviene a nessuno perchè Google perderebbe un produttore con quasi 500 milioni di dispositivi in giro per il mondo e Huawei perderebbe l’interesse di molti acquirenti che, senza i servizi Google già installati, non sceglierebbero più di comprare uno smartphone della casa cinese.

Ad ogni modo Huawei si sta preparando al peggio, non solo studiando e testando una versione di Android indipendente da Google (es. Huawei OS) ma superando la difficoltà di utilizzare i Servizi Google (GMS – Google Mobile Services) implementando e sviluppando dei sistemi di suo proprietà (HMS – Huawei Mobile Services).

Per questa ragione sui nuovi dispositivi Huawei non è più presente il Google Play Store ma è possibile scaricare le varie app attraverso l’App Gallery e al tempo stesso Huawei sta finanziando gli sviluppatori delle app più popolari per far si che rilascino anche sull’App Gallery di Huawei delle versioni compatibili.

Questo video dei colleghi di TuttoAndroid vi spiegherà la questione più nel dettaglio, ma se avete uno smartphone Huawei per adesso potete stare più che tranquilli, l’apocalisse è ancora lontana i vostri telefoni continueranno a funzionare senza problemi.