Astronauta o Pediatra? Macchè, i giovani d’oggi vogliono essere YouTuber

Se siete nati prima degli anni ’90 è molto probabile che alla domanda “cosa vuoi fare da grande”, rispondavate, nella maggior parte dei casi, con un secco “l’astronauta” (se siete maschietti) o “la pediatra” (se siete femminucce). Una variante poteva essere “il calciatore” o “la velina”, ruoli in linea con i tempi più recenti, ma si trattava comunque di aspirazioni promosse dal contesto storico e sociale che ci circondava.

Adesso è tutto cambiato: provate a chiedere, infatti, ad un bambino di 10 anni cosa voglia fare da grande, la risposta vi sorprenderà (ma non del tutto). I nuovi miti non sono più i protagonisti del cinema o della Tv, i nuovi idoli dei giovanissimi sono le star del web (link). Lo dimostra un sondaggio condotto nel mondo anglosassone, a cui alla fatidica domanda tre bambini su cinque hanno risposto con “lo YouTuber” o “il Vlogger/Influencer”.

In realtà non c’è nulla di male in questo e, a chi parla di decadimento dei valori, si potrebbe rispondere tranquillamente che ad essere cambiati sono solo i ruoli e i meccanismi dell’intrattenimento e non le tematiche o le esperienze del caso.

Nella realtà 2.0 basata sulla rete e sul suo ruolo sociale (link), è impossibile non pensare a queste nuove figure “professionali” che attirano l’attenzione dei più piccoli (e non solo) cambiando le prospettive di chi al futuro guarda con la mentalità attuale.

Il sogno è sempre lo stesso: quello di realizzarsi, di fare qualcosa che amiamo. Anche per questo il mondo social si riempie di chi crede, facendo l’Influencer, di poter cambiare la propria vita potendo contare su: poca fatica, guadagni facili e popolarità assicurata nel tempo.

Ma è davvero tutto oro quel che luccica? In realtà no, perché quello dello YouTuber non è ancora un ruolo legalmente e economicamente riconosciuto e, soprattutto, perché non è un ruolo facile. Piuttosto può essere considerato come lo strumento alla portata di tutti per esprimere la propria creatività o semplicemente sentirsi meno soli potendo contare su un pubblico/amici potenzialmente enorme data la community del web (link).

Non ci deve meravigliare se le grosse aziende (ma adesso anche le piccole) ricorrono sempre di più alla visibilità e alla sponsorizzazione che gli “Influencer” possono portare. Generando migliaia di click ed impression con una semplice “stories” su Instagram o post su Twitter in meno di 1h (link).

Il successo sul web sembra scontato, ma non dobbiamo dimenticarci che come tutti i lavori è necessario tempo da dedicare, passione, professionalità ma, soprattutto, tanta pazienza. Oggi infatti il mercato è saturo di contenuti pertanto emergere è sempre più difficile e chi inizia adesso corre il rischio di abbattersi velocemente.

La delusione infatti è dietro l’angolo (link). Ci si aspetta risultati immediati, una valanga di like e considerazioni a destra e a manca ma la realtà è ben diversa, affezionare un pubblico è più difficile, non si può piacere a tutti e bisogna concentrarsi sul proprio target, la cosiddetta “nicchia di mercato“.

Cioè quella fascia di persone interessate ai nostri interessi e a ciò che pubblichiamo perchè non sono gli altri a dover decidere il nostro “argomento di discussione” ma siamo noi a dover veicolare le nostre passioni al giusto pubblico e costruire così una base di follower solida e attiva.